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Il video a scuola

immagine tratta dalla locandina ufficiale del filmPer il mestiere che faccio mi è capitato spesso, in genere a Giugno, come quest'anno, di ritrovarmi dietro una telecamera o a un mixer video per registrare una recita scolastica. Mi trovo quindi a fare tra me e me sempre le stesse considerazioni. Stavolta, grazie i potenti mezzi della rete :-) provo a condividerle. Come mia abitudine cerco di essere sintetico, anche perchè il blog ci dà la possibilità di approfondire.
In genere tutti (attori, insegnanti, genitori...) sono interessati al risultato e aspettano con ansia la cassetta, o, da un paio di anni, il DVD, ma quasi nessuno si è mai reso conto che la registrazione in sè può rappresentare un'eccellente occasione di "TV scolastica", altrettanto formativa, per i ragazzi che vi partecipano, di quanto lo è la recita per gli attori. Sto parlando, per intenderci, di una squadra di registrazione "scolastica" che utilizzi la tecnica della "diretta TV" impegnando 3 cameraman, 3 assistenti, un addetto al mixer audio, uno al mixer video, un regista e un aiuto regista. L'impegno, la concentrazione, il livello di collaborazione di un'attività come questa sono paragonabili a quelli di una partita di pallavolo.
Il riferimento alla pallavolo non è casuale, in quanto sotto molti aspetti la ripresa con la tecnica della "diretta TV" ( più telecamere collegate a un mixer) sta alla ripresa con una telecamera come una partita di pallavolo sta agli esercizi di corpo libero.
E' un lavoro, parlo per esperienza diretta, che ragazzi della terza superiore con un minimo di addestramento sono tranquillamente in grado di svolgere . ( Anche bambini di quinta elementare sono in grado di gestire una semplice regia video, ma nel caso specifico è difficile pensare che possano mantenere la necessaria concentrazione per tutta la durata di uno spettacolo )
E' anche chiaro che non è un lavoro che si può improvvisare, vi sono tutta una serie di tecniche e accorgimenti che bisogna conoscere e che si possono apprendere solo per esperienza diretta, ma sono convinto che insegnanti motivati, che già abbiano già preso in mano una videocamera, possano apprendere tutto ciò che è necessario in un corso di dieci / quindici ore. (all'argomento ho comunque dedicato un capitolo del manualetto "Fare audiovisivo nelle scuole")
Ovviamente servono delle attrezzature. Il cuore del sistema è il mixer video, una macchina che oggigiorno costa dagli 800 euro in su. Servono poi almeno tre videocamere con stativo, che però in una maniera o nell'altra si possono recuperare, un paio di televisori e mixer audio e microfoni, che in genere a scuola ci sono, e qualcosa per registrare il programma, che può essere un VHS o un computer dotato di scheda di acquisizione video/analogica. "... sì... interessante e simpatico..." starete pensando in questo momento, "...ma perchè mai la scuola dovrebbe prendersi l'onere economico e organizzativo di fare una cosa del genere?"
La risposta è semplice: ormai la trasmissione culturale passa in buona parte attraverso l'audiovisivo.
La scuola semplicemente non può più permettersi di ignorare questa categoria di linguaggi o di trattarli come un oggetto di studio teorico, dal momento che ormai quasi tutti, nella nostra società, siamo potenziali produttori di messaggi audiovisivi.
E praticare un linguaggio è certo il modo migliore, se non l'unico, in realtà, per appropriarsene.
La ripresa dello spettacolo teatrale è stata una delle esperienze fondanti per la cultura televisiva (basti pensare alle commedie di Eduardo, Govi e Baseggio mandate in onda dalla RAI a partire dall'inizio delle trasmissioni, nel 1954) in quanto ha permesso di trasferire nel nuovo linguaggio tutta l'esperienza di almeno 500 anni di tradizione teatrale. Per questo, secondo me, vale la pena ripetere lo stesso percorso anche a scuola.