Il Cappellaio Matto.....................................[Domande SMS]
NED E LA VITA IN TV
C’era una volta Ned, un bambino di 9 anni che viveva in una grande città con la sua famiglia. I suoi genitori avevano da poco deciso di separarsi per smettere di litigare e così Ned e la sua sorellina Agata si erano abituati a trascorrere la settimana un po’ con la mamma e un po’ con il papà. Adesso Ned aveva due stanze per giocare e tanti giochi ma di solito non ne usava neanche uno: da quando in TV avevano cominciato a trasmettere “Star King” non ne perdeva nemmeno una puntata! Così trascorreva tutto il suo tempo, dopo aver fatto i compiti, davanti alla televisione a seguire il suo programma preferito. A nulla servivano le raccomandazioni della mamma: “Ned, sta attento, se passi tanto tempo davanti alla TV la tua testa potrebbe diventare quadrata!” e le richieste di Agata: “Ned, gioca un po’ con me: io sono la mamma e tu il mio bambino”. Ned sembrava non ascoltare nessuno: voleva solo seguire le avventure del suo eroe!
Star King era un bambino Principe di tutto l’Universo che ogni giorno aveva delle splendide ed emozionanti avventure: sconfiggeva mostri intergalattici, guerrieri che volevano prendere il suo posto, ministri che tramavano alle sue spalle. Aveva due grandi amici che lo aiutavano, Tuono e Tempesta, che gli erano sempre fedeli ed erano capaci di mettere a soqquadro tutto l’Universo per aiutarlo. Ned adorava questo cartone animato: ogni giorno gli sembrava di poter essere lui Star King e di affrontare tutte le sue avventure.
Un giorno il papà voleva portare Ned e Agata al cinema a vedere l’ultimo film di Walt Disney ma lo spettacolo coincideva con l’orario in cui trasmettevano Star King e Ned rifiutò: il papà si arrabbiò tanto perché voleva passare un pomeriggio insieme a lui e lasciò Ned da solo in casa a guardare la TV.
Ma quel giorno sucesse una cosa strana: ad un certo punto del cartone animato Ned si trovò davvero dentro la TV insieme a Star King, Tuono e Tempesta ad affrontare un terribile mostro della Galassia 58 che sputava fuoco e lanciava missili dalle dita. Ned era felicissimo, cominciò a combattere con delle strane armi laser che facevano parte di un’armatura scintillante e leggerissima che si ritrovò addosso e aiutò il suo eroe a sconfiggere i nemici.
Dopo la battaglia Star King lo invitò a stare con lui nel suo castello sospeso nel cielo e circondato da stelle dove conobbe tanti bambini simpatici: “l’Universo è abitato solo da bambini?”. Gli disse che lui era sicuramente il più grande ammiratore che avesse mai avuto e voleva farlo entrare nella sua squadra anti-cattivi. “Wow!” pensò Ned, ma si domandava anche tante cose: chi preparava la cena, dove si imparava a combattere bene per sconfiggere i cattivi, come diavolo facevano tutti a dormire in piedi come i cavalli!
Dopo un po’ Ned cominciava a sentirsi spaesato, avrebbe voluto tornare a casa. Pensava alla mamma, al papà, ad Agata: gli mancavano un sacco! Ne parlò con il suo eroe ma lui sembrava non capire: ma non aveva una famiglia?
Cercò di uscire dalla TV ma non vedeva alcuno schermo da cui passare. Girò tutto il castello di Star King ma, niente. Provò a chiedere aiuto a Star King in persona: lui era il principe di tutto l’Universo doveva sapere come fare! Ma al castello gli dissero che era partito per una nuova avventura: non lo aveva chiamato. Ned capì che si era annoiato di averlo sempre tra i piedi!
Non sapeva proprio che cosa fare e si rimproverò per aver trascorso tanto tempo davanti alla TV: “Chissà come era bello il film che hanno visto papà e Agata!... Se riuscirò a tornare a casa non guarderò più così tanto la televisione!”
Appena pronunciata questa frase accadde di nuovo una cosa eccezionale. Ned si sentì leggero e strano come il giorno in cui era passato attraverso lo schermo e, dopo qualche minuto, si ritrovò nel salotto di casa sua seduto davanti alla TV accesa.
Subito la spense e andò a cercare Agata: “Giochiamo alla mamma con il bambino?”. La sorellina stava dormendo, ma non se lo lasciò ripetere e lo abbracciò felice. Anche il papà, che era rimasto ad aspettarlo, corse con la mamma a fargli festa: “Ci sei mancato tanto! Dove sei stato?”
“Nella televisione, mamma – rispose Ned – c’erano mostri, tanti bambini e Star King. Ma non è super come credevo! Poi nella TV non ci sono né mamme né papà e nemmeno sorelline rompiscatole! Mi dispiace di aver passato tanto tempo davanti allo schermo. Andiamo al cinema?”.
DOMANDE PER VOI: come immaginate che siano Star King e il suo castello sospeso nell’Universo? Mandateci i vostri disegni! Se invece la favola non vi è piaciuta, suggerite finali diversi: anche la vostra favola sarà pubblicata sul nostro sito! Diteci se anche a voi piacerebbe entrare nella TV e fateci sapere quali sono i vostri personaggi preferiti.
IL BULLISMO: POCHE REGOLE D’ORO Purtroppo, tutti sapete che cos’è un bullo: un bambino che prende in giro i suoi compagni oltre ogni limite, ruba loro la merenda o li picchia. Ce ne sono tanti nelle scuole: sono bambini come gli altri. Abbiamo deciso di parlare di questo argomento proprio perché è molto diffuso ed è giusto che ogni bambino impari a capire di cosa si tratta. Per questo vi propongo alcune semplici regole che vi aiuteranno a capire ma anche ad affrontare il fenomeno.
1. bullismo non significa prendersi in giro. In famiglia e tra gli amici spesso ci si prende in giro: questo serve a sviluppare un buon senso dell’umorismo e di autocritica. Prendersi in giro in modo scherzoso è positivo perché tutti si divertono a farlo, si fa tra persone che si vogliono bene e termina appena qualcuno si sente ferito o offeso.
2. capire se un amico è vittima di un bullo. Il più delle volte i bambini che subiscono le azioni dei bulli non lo raccontano e questo è un grande problema. Alcuni, però, cambiano il proprio comportamento a causa di questi episodi e sperano che qualcuno si accorga che sono in difficoltà. Queste sono alcune cose che potrebbero insospettirvi:
- non vuole più andare a scuola, ha mal di pancia tutte le mattine;
- non vuole più prendere il pulmino della scuola;
- comincia ad andare male a scuola;
- ha i vestiti o i quaderni sporchi o stracciati;
- è scontroso con tutti;
- non ha i soldi per comprare la merenda;
- resta spesso solo;
- è sempre di cattivo umore, scontroso, triste o agitato;
- non mangia più come prima;
- ha graffi o ferite sul corpo.
3. perché si diventa bulli? Le ragioni possibili sono varie, dovrebbero essere capite anche se il comportamento del bullo non può essere giustificato. Spesso i bulli sono bambini molto soli, insicuri, senza amici e che hanno bisogno di aiuto. Un bullo è così perché:
- è stato anche lui umiliato o picchiato da un altro bullo;
- sta male e vuole che anche gli altri stiano male come lui;
- ha dei problemi in famiglia;
- vuole farsi vedere grande e forte davanti agli altri;
- fa parte di un gruppo e si comporta male perchè gli altri lo fanno;
- non si rende conto di quanto fa soffrire gli altri;
- vuole controllare tutto e tutti e gli piace sentirsi potente;
- è così da tanto tempo e non riesce ad immaginare di potersi comportare diversamente;
- si sente spaventato, invidioso, arrabbiato, infelice, geloso, cattivo, insicuro ed incapace.
4. i comportamenti possibili. Non dimentichiamo che ogni persona è diversa dall’altra e, come tale, deve essere rispettata. Lo diciamo perché non vogliamo che altri ci maltrattino, ma non dobbiamo dimenticare di avere rispetto anche per noi stessi. I nostri comportamenti dicono tanto di noi e, parlando di bullismo, possiamo trovarne tre in particolare.
- Il comportamento passivo: è il comportamento delle persone che non riescono a dire quello che pensano e quello che ritengono giusto; si sentono insicure e lasciano che gli altri facciano quello che vogliono. Così sono le vittime dei bulli: loro sanno che non si ribelleranno;
- Il comportamento aggressivo: è il modo di fare delle persone che pensano che sia giusto solo il loro pensiero, che credono che i propri diritti e i propri desideri siano i più importanti del mondo e trattano male gli altri. Così sono i bulli che fanno i prepotenti per ottenere quello che vogliono;
- Il comportamento assertivo: significa rispettare i propri diritti e quelli degli altri considerandoli importanti entrambi. Significa comunicare bene con gli altri difendendo le proprie idee ma rispettando quelle degli altri.
Questi sono solo alcuni consigli pratici che possono esservi utili. Ne troverete molti altri nel libro “Fanno i bulli, ce l’hanno con me…” di Mario Di Pietro e Monica Dacomo (Ed. Erikson – collana capire con il cuore – euro 11,00).
Se avete dei dubbi potete rivolgervi a noi della redazione de La mongolfiera press junior o andare a leggere questo libro scritto apposta per voi con tanti racconti di bambini che hanno vissuto l’esperienza del bulllismo.
dott. Alessia Pagliaro Psicologa
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