Il Cappellaio Matto.....................................[Domande SMS]

Ciao a tutti, bambini. Benvenuti nella pagina del Cappellaio Matto: un personaggio un po’ particolare preso in prestito dalle fiabe. Grazie ai suoi divertenti poteri, tiriamo fuori dal suo cilindro tante favole che ci raccontano la realtà. Il nostro cappellaio ha, infatti, una laurea in Psicologia e ci aiuterà a capire le cose che accadono nel mondo. Aspettiamo quindi le vostre domande e le vostre richieste su cosa desiderate approfondire. Buon lavoro e buona lettura.

L’ESPLORATORE E L’ORCO
OrcoC’era una volta Maurizio, un bambino sempre allegro e sorridente che amava trascorrere il suo tempo in mille straordinarie avventure. Ma non pensate che questa sia una storia di super-eroi, maghi o altre diavolerie del genere: le avventure di Maurizio sono esperienze che tutti noi possiamo fare ogni giorno.
Infatti, il suo passatempo preferito è andare in giro esplorando nuovi posti e, a volte, allontanandosi un po’ troppo da casa…. Ha imparato tutte le linee di autobus della città e conosce bene anche qualche autista che, ogni tanto, di nascosto, lo fa viaggiare gratis.
Dovete spere che Maurizio ha tre fratelli più grandi ed una sorellina di poco più piccola. Ma di solito non gioca con loro: non gli piacciono i giochi sedentari e il computer. Preferisce stare all’aria aperta. E, anche se si preoccupano un po’, i genitori di Maurizio si fidano di lui perché sanno che è un bambino con la testa sulle spalle e anche a loro piace ascoltare i racconti delle sue avventure.
Un giorno, però, Maurizio è tornato a casa più tardi del solito. Mamma, papà e i suoi fratelli erano già preoccupati, ma lui racconta loro di aver conosciuto un nuovo amico che ha le sue stesse passioni. Hanno girato insieme per la città e visto posti dove lui non era mai stato… “Che bello, mamma! – diceva felice – finalmente un amico esploratore come me!”
Nell’entusiasmo generale, però, nessuno pensò di chiedere al piccolo come fosse arrivato in posti così lontani della città…
Il giorno successivo, Maurizio si prepara per uscire ed incontrare il suo nuovo amico: gli aveva promesso che gli avrebbe fatto vedere il suo binocolo. Uno strumento da vero esploratore! Ma all’appuntamento l’amico si fa aspettare e quando finalmente arriva Maurizio è molto arrabbiato: “Ti sto aspettando da tanto tempo!”.
“Hai ragione – risponde lui – “ma stavo giocando con un mio amico e si è fatto tardi. Andiamo a casa mia, ti faccio vedere il binocolo”. “Adesso è molto tardi: devo tornare a casa per la cena o la mia famiglia si preoccuperà”.
“Mi dispiace, se vuoi vedere il mio binocolo devi venire adesso: domani non ci sarà più. Ho promesso a quel mio amico di prima che glielo avrei prestato. Ho la macchina, facciamo presto”.
“E va bene”. Maurizio si convince, felice all’idea di vedere un vero binocolo.
Torna a casa molto tardi e questa volta i suoi genitori sono arrabbiati davvero. “Dove sei stato fino a quest’ora?” - gli dice la mamma - e chi ti ha accompagnato a casa con la macchina? Gli amici della tua età non guidano!” Ma Maurizio si sente aggredito dalle urla dei genitori e non da nessuna risposta. Corre in camera sua e non esce più fino al giorno dopo, di mattina presto, per andare a fare un’altra esplorazione con il suo nuovo amico. Si incontrano al parco e, questa volta, l’amico ha una sorpresa per lui: gli ha comprato un vero cappello da esploratore ed un piccolo binocolo tutto per lui. “Whow! – urla Maurizio - questo si che è un bel regalo. Grazie”.
“Sono felice che ti piaccia. Andiamo a giocare a casa mia”.
“Non possiamo restare qui a giocare con il binocolo? – chiede Maurizio timidamente – Possiamo guardare gli uccelli da lontano e immaginare che ci siano degli animali feroci laggiù”.
“Ma da casa mia si vede il parco e, in più, possiamo stare da soli a giocare senza che nessuno ci disturbi”.
Maurizio non è molto convinto, ma non vuole dare un dispiacere al suo amico, che è stato così gentile da fargli un regalo bellissimo. E così, salgono in macchina.
Arrivati a casa, però, il suo amico cambia atteggiamento: gli chiede di fare giochi strani, non da esploratore, e nemmeno come quelli che Maurizio faceva con i suoi fratelli. A lui non va di giocare in quel modo, ma non sa come dirglielo. Il suo amico gli ripete che sarà il loro segreto, che tra migliori amici ci sono sempre dei segreti, ma a Maurizio questa storia non piace. E quando il suo amico comincia a spaventarlo scappa via. Però non sa dove si trova: ci sono arrivati in macchina alla casa e lui non sa in che direzione sono andati. All’improvviso il suo spirito avventuroso sembra sparito! Non ha punti di riferimento e si sente così triste che si rimprovera di non aver ascoltato le parole dei genitori e dei fratelli. Quando ad un tratto, come per magia, li vede. Sono proprio loro, i suoi tre fratelli. Ma che cosa ci fanno li? Corre loro incontro e li abbraccia forte. “Che cosa ci fate qui? Siete venuti ad aiutarmi! Io sono rimasto solo: quel mio amico non era un buon amico: mi ha spaventato!”
“Non preoccuparti, stai tranquillo. Eravamo venuti in questa strada perché ci hanno detto che c’è il miglior negozio di attrezzatura per esploratori della città e volevamo comprare un binocolo a testa per giocare insieme a te”.
“Davvero? – dice Maurizio incredulo – Allora anche a voi piace giocare con me?”
“Possiamo trovare un gioco bello per tutti, così stiamo insieme facendo quello che ci piace! Ma quel tuo amico ti ha fatto qualcosa di male? Pensi che potrebbe farlo a qualche altro bambino?”
“Credo di si. – risponde Maurizio intimidito – Aveva uno strano sguardo, ed era troppo grande per essere mio amico…”
“Allora dobbiamo andare alla polizia – dice Sergio, il fratello più grande – e devi raccontare quello che è successo, come è fatto il tuo amico e dove abita”. “Ma lui avrà dei guai?” si preoccupa Maurizio.
“Se non si comporta bene con i bambini, sicuramente si”.
All’improvviso Maurizio si sente tranquillo. Non ha più paura e capisce che cosa è giusto fare. Va alla polizia insieme ai suoi fratelli e spiega ad un agente molto gentile quello che gli è capitato: “Non voglio che altri bambini abbiano paura come ne ho avuta io” – spiega al poliziotto.
Dopodichè tornano tutti insieme a casa a giocare con i nuovi binocoli e tanta fantasia. Immaginando animali feroci, alberi secolari e scoperte incredibili!

dott. Alessia Pagliaro
Psicologa